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Claudio Mazza: Detesto le ingiustizie e sono sempre disposto ad aiutare i più deboli.

Taggia: FARE, DISFARE, RIFARE = SPRECO

L’Amministrazione comunale di Taggia ha varato il progetto per convogliare le acque piovane in mare, a trecento metri dalla riva in corrispondenza di Piazza Chierotti e dei Bagni Comunali. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Il Secolo XIX nel suo articolo pubblicato il 29 luglio scorso titolato “Il maxi scolmatore contro le alluvioni c’è solo sulla carta”. Il sottotitolo recita: “Opera approvata: ma i fondi necessari non si trovano”. Sul giornale si legge che è stato progettato un tubo scolmatore di raccolta delle acque piovane da utilizzare in condizioni di emergenza per evitare l’allagamento del centro cittadino e del lungomare di Arma di Taggia.  Nell’articolo si legge: “E’ un intervento di grande importanza – afferma l’assessore ai lavori pubblici Roberto Orengo – che ci consentirà la completa messa in sicurezza del centro cittadino. Abbiamo approvato il progetto in linea tecnica, ora andremo alla ricerca dei necessari finanziamenti. Il costo complessivo si aggira attorno ai 350 mila euro”. 

 

Quest’opera fa parte di un progetto globale di messa in sicurezza mediante una grossa condotta sotto la via Aurelia, i cui lavori iniziarono dopo l’alluvione del 1998 quando le automobili parcheggiate galleggiavano in due metri d’acqua nella cosiddetta “buca” del viale delle Palme. Dopo la bellezza di sedici anni, ne sono passati di sindaci e amministratori comunali, il centro città come pure il lungomare di Arma, frazione balneare di Taggia, non sono ancora stati messi in sicurezza. Adesso c’è il progetto però mancano i soldi. I ristoranti, bar e negozi sulla piazza principale del lungomare di Arma di Taggia, da poco tempo denominata Piazza Tiziano Chierotti, parecchie volte sono stati allagati e hanno subito danni in seguito alle intense precipitazioni piovose.  

 

Dopo due settimane dell’articolo apparso su Il Secolo XIX, il quotidiano La Stampa in data 13 agosto scorso ha pubblicato un articolo titolato “Sfioratore d’emergenza il progetto ora è pronto”. "Il progetto è stato approvato dalla giunta Genduso per una spesa di 450 mila euro – scrive La Stampa –. Lo sfioratore, a servizio della fognatura di Arma, sarà realizzato in prossimità della passeggiata a mare, e precisamente dalla Spiaggia dei Pescatori”. Se i lettori hanno notato, nel giro di quindici giorni il costo dello sfioratore è aumentato. Da 350 mila euro iniziali è passato a 450 mila euro. Un aumento del 28,58 per cento. A fine lavori questo “tubone”, così chiamato in gergo, quanto costerà agli armesi?  

 

La passeggiata a mare è stata recentemente riqualificata. Da Piazza Chierotti guardando il mare, sulla sinistra si trova la spiaggia comunale, mentre sulla destra troviamo la Spiaggia dei Pescatori (foto in alto). I lavori per realizzare Piazza Chierotti, ossia: la nuova pavimentazione, la grande gradinata ad arco per accedere nella spiaggia comunale, i due accessi in spiaggia a piano inclinato – per portatori di handicap – protetti da ringhiere tubolari inox, sono stati ultimati verso fine maggio. Ciò che mi lascia perplesso è che molto probabilmente la nuova pavimentazione in Piazza Chierotti – i cui lavori sono terminati neanche tre mesi fa – sarà smantellata nel tratto che si trova in corrispondenza della Spiaggia dei Pescatori, per permettere di fare lo scavo ed interrare il “tubone” che sboccherà in mare. Sarebbe stato preferibile prima di completare la pavimentazione in Piazza Chierotti, realizzare lo scolmatore. Procedendo in questo modo (razionale) si sarebbe evitato di dover rimuovere una parte della nuova pavimentazione, con il rischio di rompere le piastrelle e fare la pavimentazione due volte.

 

L’Amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Genduso non ha i soldi per lo scolmatore, però per realizzare il Museo dell’Olivo e il parcheggio interrato a Taggia si è adoperata a chiedere il finanziamento, che ha ottenuto come si legge su La Stampa nell’edizione del 4 giugno scorso. Ciò che lascia ancor più sconcertati è di vedere un’opera pubblica, mi riferisco a Piazza Chierotti, terminata neanche tre mesi fa già ed è già conciata male. Alcuni gradini della piazza, da cui si accede sulla spiaggia comunale, sono già rotti. Le ringhiere di protezione, poste ai due accessi per portatori di handicap, hanno gli elementi tubolari staccati dalla ringhiera, come si può constatare guardando la galleria fotografica in basso.

 

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Taggia: Il parco della vergogna

Il 5 dicembre 2009 inauguravano in Arma di Taggia il Parco Avventura. La struttura acrobatica  costituita da scale di legno per arrampicarsi sugli alberi, carrucole, liane e passerelle realizzate con corde che permettono agli utenti di passare da un albero all’altro. Il Parco è stato realizzato in pieno centro città ed è composto da due strutture distinte. La più estesa è ubicata in via Blengino. Gli “acrobati” si esibiscono sulla testa dei pedoni. L’altra struttura, più piccola, è situata in via Magellano in un’area verde pubblica attrezzata con panchine di legno, ove transitano pedoni e sulla loro testa volteggiano coloro che si divertono sulle varie strutture fissate agli alberi.

 

Sul quotidiano La Stampa diffuso il 27 maggio 2010 si leggeva che il delegato allo sport del Comune di Taggia affermava: “Credo che porterà flussi importanti per il Comune. In Liguria il più vicino parco avventura è a Rapallo e in Costa Azzurra nell’entroterra di Nizza. Contiamo di avere dieci mila utenti l’anno”. L’articolo proseguiva recitando: “Ci sarà anche lavoro per alcuni giovani che verranno assunti come istruttori, proprio in questi giorni vengono selezionati e istruiti”. 

 

Nella seduta della Giunta Comunale di Taggia tenutasi il 29/12/2011 veniva discussa all’ordine del giorno l’acquisizione delle strutture del Parco Avventura. Il verbale di deliberazione recitava: “Preso atto che la gestione del Parco Avventura da parte dell’Associazione “Divertieventi” è di fatto proseguita sino ad oggi, offrendo di fatto un’attrazione turistica e sportiva senza alcun onere a carico del Comune, la signora Selena Russo, Presidente dell’Associazione, comunica che non è più in condizioni di assicurare l’apertura del parco a causa di nuovi impegni lavorativi”. Il responsabile del Servizio Patrimonio, del Comune di Taggia, esprimeva parere contrario con le seguenti motivazioni: “1) L’area ove è in esercizio il parco non è di proprietà comunale ma appartiene ad Area 24 Spa, quindi occorre prevedere un canone; 2) Non viene fatto cenno alle spese da sostenere per le utenze ed eventuali collaudi; 3) Il rapporto costi/benefici è negativo”. Nonostante il parere contrario del responsabile dell’Ufficio competente, la Giunta Comunale di Taggia deliberò di acquistare le strutture del Parco Avventura al costo complessivo di € 18.150,00 IVA inclusa. 

 

Dal 2012 le strutture del Parco Avventura sono state inutilizzate e lasciate all’abbandono, in uno stato deplorevole e sotto gli occhi di tutti, residenti e turisti. Il 16 giugno scorso il quotidiano Il Secolo XIX scriveva un articolo titolato “Arma di Taggia, oggi scatta l’assegnazione del nuovo parco avventura”. L’articolo recitava: “Entro mezzogiorno di oggi dovranno pervenire le manifestazioni di interesse per il parco avventura di Arma di Taggia. Dopo una prolungata chiusura ci si avvia verso la riapertura della parte del parco nei pressi di via Magellano (mentre non verrà utilizzata quella accanto a via Blengino). Chi si aggiudicherà la gestione del parco dovrà provvedere a proprie spese a tutte le incombenze necessarie alla gestione del parco in sicurezza e alla manutenzione dei giardini, alla pulizia dell’area, nonché al ripristino dell’impianto di illuminazione per consentire l’utilizzo nelle ore serali e notturne”.

 

Apparentemente nessuna ditta ha manifestato il proprio interesse a prendere in gestione l’attività proposta dal Comune di Taggia, visto che tutt’oggi la struttura del Parco Avventura in via Magellano è abbandonata e le reti di protezione sono colme di foglie secche, come si può constatare visionando il video in basso realizzato ieri.

 

 

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Riviera dei Fiori: La discarica di Babele

Il problema dei rifiuti che sta ponendosi in Riviera dei Fiori nel Ponente Ligure è una delle tante vicende che caratterizza l’Italia, dal sud al nord senza eccezione, per quanto è amministrata male e con una miopia che passa l’immaginazione. Se i politici dell’imperiese avessero assunto i dovuti provvedimenti a tempo debito, come gli altri paesi europei hanno fatto in materia della raccolta dei rifiuti solidi urbani, oggi la Riviera dei Fiori non incorrerebbe il rischio di trovarsi nelle stesse condizioni che si è trovata Napoli, inondata di spazzatura abbandonata sulle strade, minacciando la salute pubblica.

 

Il quotidiano Il Secolo XIX diffuso il 23 luglio scorso ha pubblicato un articolo titolato “Discarica, da domani i lavori per il lotto 6”. Sul giornale si legge che dovrà essere allestito entro gennaio per accogliere i rifiuti della provincia di Imperia sino a tutto il 2017. Il cosiddetto lotto 6 è il territorio che si trova sul crinale tra Sanremo e Taggia. In questo sito la discarica provinciale di Collette Ozotto in Valle Armea potrà espandersi per poter accogliere i rifiuti di tutta la provincia. I rifiuti dei 67 comuni dell’imperiese verrebbero tutti convogliati in Valle Armea. 

 

Per realizzare il lotto n. 6 bisognerà sbancare la collina a monte dell’attuale lotto n. 5, la cui capacità di stoccaggio verrà ad esaurimento il 31 gennaio 2015. Al fine di rispettare tale data, la società appaltatrice si è impegnata ad effettuare i lavori in poco più di sei mesi per realizzare il lotto n. 6, che ha ottenuto il benestare finale dalla Provincia di Imperia al progetto esecutivo.

 

Dopo soli cinque giorni dalla notizia pubblicata il 23 luglio scorso sul Secolo XIX arriva la doccia fredda. Lo stesso quotidiano nella sua edizione apparsa il 28 luglio scorso ha pubblicato un altro articolo titolato “Rifiuti, ponente verso la paralisi”. Il sottotitolo recita: “Impianto di Collette Ozotto saturo a gennaio. Dai politici nessun progetto alternativo”. Sul giornale si legge che la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono nel mirino di Procura e Antimafia. Vi è pure un’inchiesta sulla gara di appalto indetta dal Comune di Sanremo nel 2010 vinto da una ditta, unica partecipante, con un ribasso inferiore all’1 per cento. Nella stessa pagina, in basso, si legge un altro articolo titolato “Bloccato l’ampliamento della discarica”. L’articolo recita che non può essere modificato lo stato dei luoghi in quanto il questore di Sanremo ha emesso un’ordinanza vietando al proprietario della discarica l’utilizzo di esplosivi i cui effetti sarebbero destinati a modificare lo stato dei luoghi che attualmente sono oggetto di accertamenti. “Come del resto è da capire se la Idroedil – recita l’articolo – rinunciando agli esplosivi, ovvero ricorrendo a mezzi meccanici, possa procedere o meno ai lavori di ampliamento dell’impianto. Sembrerebbe di sì, anche se l’alterazione dello stato dei luoghi si concretizzerebbe in egual misura”.  Sul Secolo XIX del 31 luglio scorso si legge che la ditta Idroedil ha trasmesso all'Amministrazione provinciale di Imperia una richiesta di risarcimento dell'ordine di 5 milioni di euro, per la mancata attuazione del contratto già firmato. Capirci qualcosa in questa vicenda è ben difficile. Una cosa è certa, in attesa che tutti si mettano d’accordo i residenti in provincia di Imperia rischiano di trovarsi con le strade invase dalla spazzatura, come era successo nella città del Bel Canto. Propongo ai lettori di visionare il video in basso. La situazione che verrebbe a crearsi con l’ampliamento della discarica sarebbe catastrofica per l’economia della Riviera dei Fiori, oltre le conseguenze per la salute delle popolazioni.

  

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Riviera dei Fiori: La ciclopista senza soldi che fine farà?

“Ciclopista, serve l’aiuto dei Comuni” è il titolo dell’articolo apparso il 4 luglio scorso su Il Secolo XIX. Sul quotidiano si legge che Area 24, la società mista a maggioranza pubblica che ha realizzato e gestisce la pista ciclopedonale sulla la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, nella tratta dismessa  da San Lorenzo al Mare a Ospedaletti, spende circa 800 mila euro all’anno per la gestione e manutenzione della pista ciclabile. I suoi introiti ammontano dai 400 a 500 mila euro, comprendono gli affitti che incassa per i punti di ristoro, concessi a privati, e dalla gestione dei parcheggi realizzati lungo la ciclopista a Ospedaletti, Sanremo, Arma di Taggia e Santo Stefano al Mare. Area 24 SpA lancia l’allarme che senza il contributo dei Comuni, attraversati dalla pista ciclopedonale non potrà andare avanti. “Da tempo Area 24 lamenta che da sola non ce la può fare a garantire – recita l’articolo – pulizia ed efficienza della ciclopista”. 

 

Un’infrastruttura come la pista ciclabile realizzata su 24 chilometri, che passa attraverso lunghe gallerie dove fino al 2001 transitavano i treni, che a cielo aperto è affiancata da pareti rocciose dotate di reti metalliche per trattenere eventuali frane e cadute di massi sul sedime ferroviario dismesso, oltre la pulizia del tracciato ciclabile, la sua illuminazione, la fornitura idrica per l’annaffiamento delle aree verdi e il funzionamento delle telecamere di sorveglianza, necessita un costante monitoraggio eseguito da tecnici altamente qualificati sullo stato delle gallerie, per controllare eventuali infiltrazioni d’acqua, la buona tenuta delle reti metalliche di protezione sui costoni rocciosi e, infine, rilievi fotogrammetrici e geologici strutturali. Fino a tredici anni fa quando i treni transitavano su detto tracciato litoraneo, i monitoraggi anzidetti venivano eseguiti regolarmente dai tecnici delle Ferrovie dello Stato. Dal 25 settembre 2001 la circolazione dei treni cessò sul percorso costiero, a unico binario, e fu trasferita a monte. Con la dismissione della linea ferroviaria anche i monitoraggi non sono più di competenza delle ferrovie.       

 

Sull’articolo del Decimonono si legge che i sindaci dei Comuni interessati hanno espresso la volontà politica di fare la propria parte. Hanno pure sottoscritto un protocollo d’intenti, ma devono ancora vedere in quale forma e soprattutto di reperire queste risorse senza scompensare i bilanci già in difficoltà dei singoli Comuni. Esprimere la “volontà politica” di fare la propria parte e metterla in pratica, senza scompensare i bilanci, sono due cose ben diverse. Le Amministrazioni comunali dell'imperiese non sono all’altezza di commissionare i lavori per la manutenzione delle strade cittadine, mi domando come faranno ad accollarsi i costi per la manutenzione della pista ciclabile, delle sue attrezzature e i monitoraggi anzidetti, questi ultimi indispensabili per la tutela della pubblica incolumità. Come convenuto dal protocollo d'intesa tra la Provincia di Imperia e l'Agenzia Regionale per la promozione turistica e il Comune di Sanremo, la pista ciclopedonale di Area24 SpA DOVREBBE rappresentare il Parco Costiero del Ponente Ligure. La ciclopista senza soldi che fine farà? La FINE si vede già visionando il video in basso, realizzato venerdì scorso sul parcheggio di Area24 e la ciclopista che attraversa Arma di Taggia.

   

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Sanremo: Dalle stelle alle stalle

Sanremo cosiddetta Città dei Fiori era rinomata per la coltivazione dei fiori. Esportava i suoi bei fiori in tutto il mondo. Da diversi anni le imprese del settore sono in grave crisi. Gran parte dei loro terreni sono incolti e molte serre sono chiuse. La concorrenza straniera ha messo in ginocchio la floricoltura sanremese. Per commemorare la sua vocazione floricola, Sanremo ogni anno organizza il Corso Fiorito. Nell’itinerario prestabilito, sfilano i Carri Fioriti. Partecipano a questo evento i 12 comuni della provincia di Imperia. Ogni comune, adorna il proprio carro con i fiori, predisposti in modo tale da rappresentare un tema. Sanremo è pure rinomata per il Festival della canzone italiana, ospita l’arrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo, organizza il campionato italiano di rally automobilistico. Oltre il vecchio porto vicino all’antica prigione di Santa Tecla, Sanremo dispone di un grande approdo turistico e, infine, il Casinò di Sanremo, uno dei quattro presenti in Italia. In una bella città come Sanremo, che a me piace molto, non si dovrebbe vedere certe cose. Ve le mostrerò proponendovi di guardare il video in basso.

 

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Comune di Taggia: I reperti archeologici non interessano

L’anno scorso nel mese di gennaio, durante i lavori per la riqualificazione della passeggiata a mare di Arma di Taggia, furono eseguiti degli scavi per la posa dei sottoservizi, nel tratto compreso tra il Ristorante Punta Mare e i Bagni Annunziata. Nel corso dei lavori era stato ritrovato un muro, sotto la sede stradale, lungo una ventina di metri circa, alto un metro e largo altrettanto. L’antico manufatto poteva risalire fra il ‘500 e il ‘700. Il funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Liguria, dopo aver fatto un sopralluogo e visto la muratura aveva dichiarato: “Quest’opera è documentata dalla cartografia del Vinzoni. Un muro di protezione dai marosi degli edifici retrostanti che, forse, aveva anche funzioni di difesa. Abbiamo trovato una catena di ferro infilata nella muratura. Può darsi avesse funzioni di approdo. Era sicuramente già esistente nel Settecento”, si legge nell’articolo pubblicato su la Stampa il 25 gennaio 2013 titolato “Dagli scavi spunta un antico muro”.  L’articolo proseguiva con altre dichiarazioni del funzionario della Soprintendenza: “Abbiamo concordato di procedere a due saggi di scavo per arrivare alla datazione. Si tratta di una struttura di interesse culturale che fino all’Ottocento, e forse fino a inizio Novecento, è stata fuori terra e poi demolita”. Il Comune esporrà un pannello per indicare al pubblico l’antica muratura, si leggeva su La Stampa. 

 

Il 24 gennaio 2013 Il Secolo XIX pubblicava un articolo titolato “Affiora bastione del ‘600 stop ai lavori sul lungomare”. L’articolo recitava: “Il territorio del Comune di Taggia non è nuovo a scoperte archeologiche e ritrovamenti di valore durante gli scavi. Nel 2008 nel corso della realizzazione del tratto armese dell’Aurelia Bis venne portata alla luce un’importante porzione di strada acciottolata post-medievale, perfettamente conservata sotto l’attuale via San Francesco, nei pressi della sede comunale”. 

 

Dopo aver rinvenuto questi antichi manufatti di notevole interesse storico e archeologico, anziché ricoprirli di terra e stenderci sopra un manto bitumoso, non sarebbe stato meglio metterli in valore e farne un’attrazione turistica? Ricoprendoli, ad esempio, con robuste lastre di vetro antisfondamento come hanno fatto a Sanremo, per gli antichi vestigi ritrovati a fianco del Forte di Santa Tecla.

 

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Comune di Taggia: Premiato dalla Guida Blu per la qualità dell’ambiente

Domenica 22 giugno scorso il quotidiano online SanremoNews pubblicava un articolo titolato “Il Comune di Taggia conquista le Tre Vele della Guida Blu del 2014, unico in tutta la Liguria”. Sotto il titolo si leggeva: “Si tratta di una guida che fornisce informazioni interessanti su territori omogenei con vocazione turistica dando grande importanza alla qualità ed alla peculiarità dell’ambiente”.  

 

Sull’enciclopedia online Wikipedia si legge che la Guida Blu è una guida turistica realizzata da Legambiente e dal Touring Club Italiano, contiene una classifica delle località turistiche costiere. La Guida è finalizzata a valorizzare risorse storico-artistiche, naturalistiche e l’impegno delle amministrazioni sulla salvaguardia dell’ambiente. I comuni presenti nella guida, definiti “centri balneari” dal Touring Club Italiano, sono selezionati da parte dei Circoli locali di Legambiente. Per questi comuni sono raccolte informazioni sulla qualità dei servizi ricettivi e sulla qualità ambientale del territorio, i cui dati sono raccolti dal personale di Legambiente a bordo della Goletta Verde.  

 

Vi è un altro riconoscimento più prestigioso delle “Vele” è la “Bandiera Blu”, viene assegnata  dall’Organizzazione Internazionale denominata “Foundation for Environmental Education” (FEE), fondata nel 1981 con sede in Danimarca. La FEE opera a livello mondiale tramite le proprie organizzazioni ed è presente in più di 60 paesi nel mondo (Europa, Nord e Sud America, Africa, Asia e Oceania). La FEE Italia, costituita nel  1987, assegna la Bandiera Blu ai Comuni costieri che dispongono tutti i requisiti per ottenere la Bandiera Blu. Dal 2006 al Comune di Taggia non è più stato assegnato il prestigioso e ambito vessillo. 

 

La notizia dell’assegnazione delle Tre Vele al Comune di Taggia fu pure pubblicata sul settimanale La Riviera nella sua edizione del 19 giugno scorso. L’articolo titolato “Ad Arma le 3 Vele di Legambiente, 2 a Riva e S. Stefano”, recita: “Ad Arma, zona La Fortezza, sono state assegnate ben 3 Vele. E’ l’unico Comune della provincia di Imperia con 3 Vele. Tra i criteri di assegnazione lo stato di conservazione del territorio, la qualità dell’accoglienza turistica, la pulizia delle spiagge, …”. La zona La Fortezza si trova all’estremità del lungomare di Arma di Taggia, a ponente. La Darsena si trova all’estremità opposta, a levante, dove oltre il porticciolo troviamo il Circolo Nautico, la Scuola di Vela e la Capitaneria di Porto.

 

L’anno scorso, il 16/04/2013, il quotidiano online Sanremonews pubblicava un articolo relativo al progetto del Circolo Legambiente della Valle Argentina in collaborazione con il Comune di Taggia, per allestire una spiaggia attrezzata per cani nella zona Darsena. Per leggere l'articolo molto interessante cliccare qui. Il video in basso è stato realizzato giovedì 3 luglio scorso, l’audio è leggermente disturbato dal forte vento che soffiava quel giorno.

    

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Taggia: Sciopero in vista dei dipendenti comunali

Martedì 24 giugno scorso nel Palazzo Comunale a Taggia si è svolta una riunione dove hanno partecipato una cinquantina di persone tra dipendenti e segretari provinciali dei sindacati Uil Fpl, Cgil Fp, Cisl Fp e Diccap. I sindacati contestano al sindaco Vincenzo Genduso e alla Giunta il mancato coinvolgimento e la concertazione con le organizzazioni sindacali. “Ci vuole il confronto, la concertazione – afferma Milena Speranza della Uil Fpl –, in questi anni non è stato possibile. Vorremmo parlarne, invece pare che l’intenzione dell’amministrazione sia quella di andare avanti comunque. Sembra ci sia una posizione organizzativa nuova, che non condividiamo”.  

 

Le affermazioni della segretaria provinciale della Uil Fpl sono trascritte sul quotidiano Il Secolo XIX nell’articolo pubblicato mercoledì scorso titolato “Organico, sindacati sul piede di guerra”. L’articolo recita: “Tutto nasce dall’ultima delibera in materia di personale da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Genduso, tema sul quale i sindacati chiedono di essere ascoltati”. Silvano Autellitano della Cisl Fp ha evidenziato altre emergenze che coinvolgono il personale comunale: “La squadra operai è in condizioni disastrose, ci sono problemi di organico anche per la polizia municipale”. Elena Fontana della Cgil Fp fa notare che la questione non è recente: “Sono anni che portiamo problemi e non abbiamo ricevuto risposte, la parte politica non si è voluta confrontare”. Il Decimonono scrive: “Se nulla dovesse mutare il personale dipendente ha stabilito la prima forma di protesta, come confermato sul documento approvato, nel quale si dà mandato alle organizzazioni sindacali e alle Rsu aziendali di dichiarare la sospensione da lunedì 7 luglio di ogni attività lavorativa in contrasto con le norme contrattuali quali il lavoro straordinario e i servizi di pronta reperibilità”. Già nel 2011 la Uil Fpl dichiarava lo stato di agitazione e una giornata di sciopero della Polizia Municipale di Taggia, per protesta contro la mancata concertazione prevista dal contratto di lavoro negata dal sindaco Vincenzo Genduso.

 

Per il famoso PUC (Piano urbanistico comunale) tanto proclamato dal 2009 e dopo cinque anni non ancora approvato, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Genduso aveva coinvolto attraverso incontri pubblici i cittadini, i rappresentanti delle varie associazioni e categorie. Lo stesso coinvolgimento del pubblico e degli altri soggetti, voluto dall’amministrazione Genduso, fu dedicato per la spazzatura, o più elegantemente chiamiata  raccolta differenziata porta a porta. Le attuali proteste mosse dai sindacati nei confronti dell’amministrazione comunale di Taggia, dimostrano quanto possono essere incoerenti i politici nel loro modus operandi, i loro comportamenti sono in funzione delle circostanze e con chi hanno a che fare. Con la cittadinanza, che li da i voti, i politici coinvolgono i cittadini per darli importanza e poi gli amministratori fanno ciò che li pare. Con i loro dipendenti (e sindacati) nessun coinvolgimento. Il padrone comanda e fa ciò che li pare e piace. Questa politica dimostra poca lungimiranza da chi la pratica, per il semplice fatto che anche i dipendenti comunali e i loro familiari vanno a votare e questi elettori non hanno la memoria corta. A bon entendeur salut!

 
Comunicato stampa della Uil Fpl del 08/07/2011 cliccare qui. Video in basso, per gli stessi rischi professionali diversi trattamenti

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Taggia: Misteri del Puc, preferenza allo sport anziché all’alberghiero

Il 27 e 28 maggio 2007 si svolgevano a Taggia le elezioni comunali. Fu eletto sindaco Vincenzo Genduso e riconfermato nel 2012. Due anni dopo il suo primo insediamento il quotidiano Il Secolo XIX nella sua edizione del 30 ottobre 2009 scriveva: “L’obiettivo del sindaco Genduso: Tra un anno Taggia avrà il Puc“. L’articolo iniziava recitando: “Il Piano Urbanistico Comunale nascerà entro un anno attraverso il coinvolgimento dei cittadini. E’ la grande novità proposta dall’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Genduso, che ascolterà i rappresentanti delle varie associazioni e categorie, ma anche la cittadinanza, attraverso tre incontri pubblici. Si tratta di un evento molto importante, visto che il Piano Regolatore di Taggia risale al 1985”. La redazione del progetto preliminare e definitivo del Puc era stata affidata alla Cooperativa Architetti e Ingegneri “Caire” di Reggio Emilia, il cui costo era di circa 175 mila euro, come scriveva il giornale. Per presentare il Puc furono organizzati nel 2009 tre incontri pubblici che si svolsero il 19 novembre in Villa Boselli nella frazione di Arma di Taggia, il 25 novembre nella sala polivalente del Comune, per la frazione delle Levà, e il 1° dicembre nel Palazzo Lercari a Taggia. L’assessore all’urbanistica Mario Manni precisava: “Oltre agli incontri è previsto un ufficio del Puc, che si occuperà di interagire con i cittadini – si leggeva sul Decimonono –. Verrà pure predisposto anche un sito internet del Puc, sono tutti strumenti necessari per un “prodotto” largamente condiviso”. Per il Puc era stato pure creato un logo, rappresentando i simboli di Taggia: la Fortezza, il Convento dei Domenicani e il ponte romanico.       

 

Quattro mesi prima che venisse annunciata al pubblico la redazione e stesura del Piano Urbanistico Comunale, il sindaco Genduso l’8 luglio 2009 emetteva un’ordinanza e faceva chiudere al pubblico le Scuole Elementari Papa Giovanni. L’edificio che le ospitava fu dichiarato inagibile e a rischio crolli. La scolaresca  composta da 250 bambini fu trasferita presso le Scuole Medie Pastonchi, nel centro di Arma di Taggia, mentre le otto classi composte da 257 studenti della sezione staccata dell’Istituto Alberghiero Ruffini-Aicardi vennero sfrattate dalla Scuola Media Pastonchi e trasferite presso la Scuola Materna Giuseppe Mazzini nella frazione di Levà.

 

La sede dell’Istituto Professionale Alberghiero Ruffini-Aicardi si trova sul lungomare di Arma di Taggia, non potendo ospitare tutti gli alunni, l’Istituto dispone di sezioni staccate dislocate su Arma di Taggia e nella frazione di Levà. Sul Secolo XIX del 18 giugno scorso si leggeva “Emergenza spazi all’Alberghiero di Arma di Taggia”. L’articolo titolato “Ruffini senza aule rischio sorteggio per i nuovi iscritti” recita: “Questa volta infatti non sembrano esserci scappatoie, tutti gli spazi possibili sul territorio comunale sono stati riempiti e l’istituto è già suddiviso in quattro sedi: quella principale sul lungomare (con una dozzina di aule), in via Levà (otto aule), nelle ex Caserme Revelli (tre aule) e nella Villa Maria Ausiliatrice (due aule). Il Secolo XIX riassume l’odissea dell’Alberghiero iniziando dall’arrivo di Guido Calvi alla presidenza dell’Istituto Ruffini-Aicardi e scrive: “In questi anni Guido Calvi ne ha viste di tutti i colori, già al suo ingresso si era verificata l’emergenza a seguito dell’ordinanza del sindaco di inagibilità delle scuole elementari di via Papa Giovanni. Non è finita lì, i problemi sono proseguiti, due anni fa si è rischiato una prima volta di dover ricorrere a un sorteggio, alla fine si era riusciti a mettere una pezza con le aule accanto alla ragioneria nelle ex Caserme Revelli. La scuola ha contattato già da tempo provincia di Imperia, il Provveditorato agli Studi e il Comune di Taggia, ma finora senza esito”. Molto probabilmente a questi Enti non interessa l’Istituto Alberghiero Ruffini-Aicardi, l’unico in provincia di Imperia (cosiddetta Riviera dei Fiori) che assicura ai giovani la formazione per diventare cuochi, barman camerieri e imprenditori nel settore alberghiero che va di pari passo col turismo. E' alquanto singolare che in una provincia che pretende essere a vocazione turistica, non abbia interesse allo sviluppo della scuola alberghiera e che gli Enti competenti si siano adoperati a creare il Liceo dello Sport nelle ex Caserme Revelli - accanto alla sezione staccata dell'alberghiero - anziché destinare le nuove aule all'Istituto Alberghiero che ne ha urgentemente bisogno.  Se gli  Enti coinvolti avessero  avuto a cuore l'insegnamento, si sarebbero adoperati a fare consolidare le scuole elementari Papa Giovanni, il cui edificio è chiuso e abbandonato da cinque anni. Molto probabilmente nel cassetto c'è un altro progetto per quel terreno (un bel palazzo con tanti appartamenti e box interrati) ed è per questo motivo che non viene consolidato l'edificio scolastico in via Papa Giovanni.  Intanto sono stati spesi i soldi dei contribuenti, 175 mila euro per il Puc  più il costo del logo e del famoso Piano Urbanistico Comunale non si sente più parlare. Quanto accade nel Comune di Taggia non deve scandalizzarci, ciò avviene in tutto il Belpaese. Per questo che l'Italia non progredisce e che l'ambizione dei giovani è di andarsene all'estero. Fanno bene, come tutti gli imprenditori che fanno la stessa cosa.

 

Pubblico di seguito i due articoli apparsi su Il Secolo XIX nei giorni 30/10/2009 e 23/04/2011 relativi al Puc, come pure uno stralcio del pieghevole per la campagna elettorale 2007 citando la realizzazione del Puc. Fino a venerdì scorso su YouTube si poteva visionare il video della conferenza stampa quando  il sindaco Genduso presentava il Piano Urbanistico Comunale. Da ieri, questo video non appare più su YouTube, come lo dimostrano le fotografie in basso.

  Il Secolo XIX 30/10/2009 cliccare qui – edizione 23/04/2011 cliccare qui – Pieghevole campagna elettorale cliccare qui 

 

Foto in alto: Da questa mattina, su YouTube, non appare più il rettangolo con la dicitura "Questo canale è stato chiuso e non è più disponibile".

Foto in basso: Da questa mattina, su YouTube, quando si digita "Taggia il puc" non appare più la dicitura anzidetta e neanche il video titolato "E' ancora tempo, Vincenzo Genduso sindaco a Taggia", che era posizionato sopra i tre video ripresi nella fotografia in basso.  

 

 

Foto in basso: Sul sito del Comune di Taggia appare la pagina dedicata al PUC. Il rettangolo nero dovrebbe essere la sagoma del video rimosso. Se il PUC fosse stato approvato e attuato come era stato promesso alla cittadinanza, il video non sarebbe stato rimosso da YouTube.

 

 

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Palazzo Spinola: Riqualificazione alle calende greche

Il 21 luglio 2013 pubblicavo un post nel quale scrivevo che il 1° maggio 2013 sul quotidiano Il Secolo XIX era apparso un articolo titolato “Recupero di Palazzo Spinola, via ai lavori dopo mezzo secolo”. L’articolo iniziava recitando: “Nei prossimi giorni a Taggia finalmente inizieranno i lavori di riqualificazione di Palazzo Spinola. Uno dei palazzi più prestigiosi di Taggia da diversi anni era in una situazione di degrado, tanto che ormai da parecchio tempo sopra il marciapiede di via Mameli erano state sistemate delle impalcature. Molti pensavano che si trattasse dell’avvio dei lavori, ma in realtà l’edificio versa attualmente in una situazione talmente disastrata e pericolante che i ponteggi erano stati sistemati per tutelare la sicurezza dei passanti e rimediare ad eventuali e improvvisi crolli dal tetto o dalle pareti”.

 

Sul giornale si leggeva che la riqualificazione di Palazzo Spinola consentirà l’intera sistemazione dell’area circostante. “Costituirà presto un importante biglietto da visita per Taggia”, dichiarava il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Mario Manni. Nel post datato 21/07/2013 facevo notare che erano passati tre mesi, circa, dalla pubblicazione dell’articolo sul Decimonono e i lavori di riqualificazione di Palazzo Spinola non erano ancora iniziati; che lo stato in cui versava questo imponente e prestigioso edificio storico rappresentava un pessimo biglietto da visita per Taggia.

 

Tre giorni dopo la pubblicazione del mio post, il quotidiano Il Secolo XIX nella sua edizione del 24 luglio 2013 scriveva “Non decolla il cantiere di Taggia”. L’articolo era titolato “I lavori a Palazzo Spinola slittati alla fine dell’estate”. Sul giornale si leggeva che entro fine settembre (2013 ndr) i lavori avrebbero dovuto iniziare con i carotaggi per verificare la stabilità del palazzo e successivamente con una bonifica del sottostante rio Santa Lucia. Una volta ristrutturato questo prestigioso e antico palazzo doveva essere destinato ad uso socio sanitario assistenziale. L’articolo recitava: “La riqualificazione di Palazzo Spinola consentirà l’intera sistemazione dell’area circostante. A titolo gratuito l’amministrazione comunale otterrà l’acquisizione della piazza del parcheggio dai due soggetti attuatori. Nella zona verrà realizzato anche un parco giochi, che andrà a rimpiazzare quello di via Lungo Argentina”. L’articolo terminava citando l’intervento del vice sindaco nonché assessore all’urbanistica Mario Manni, che aveva voluto sottolineare che il compito dell'amministrazione comunale si era concluso affermando: “Con il rilascio del titolo edilizio, ora tocca alle due cooperative iniziare i lavori, ma hanno tempo un anno dallo scorso 2 aprile. Purtroppo noto che in certi blog si può scrivere quello che si vuole, noi siamo disponibili a dare risposte ai cittadini, ma non solo c’è chi non chiede, il dramma è quando si predica”.

 

Il tempo di cui disponevano le due cooperative per iniziare i lavori è scaduto il 3 aprile 2014, di conseguenza il titolo edilizio rilasciato dal Comune è decaduto. Molto probabilmente il progetto è andato in fumo dato che l’opera da intraprendere è molto importante vista la mole e la vetustà del Palazzo.

 

Altri progetti andati in fumo nel Comune di Taggia sono: La realizzazione della Biblioteca Comunale nell’ex scalo merci ristrutturato e lasciato all'abbandono, come risulta tutt'oggi; la ristrutturazione dei Bastioni e del Castello di Taggia del XII secolo, di cui rimangono solo vestigi; persino la spiaggia per cani che se ne parlava dal 2011 non è stata ancora realizzata, nonostante vi sia un vasto arenile libero vicino la Darsena di Arma di Taggia; la riqualificazione della vasta area che ospita le ex Caserme Revelli in zona Levà, ove doveva sorgere il “campus scolastico-sportivo” di cui avrebbe fruito tutta la provincia di Imperia. Per conoscere i particolari del famoso progetto cliccare qui. Propongo ai lettori di visionare il video in basso realizzato il 21 ottobre 2011.

 

 

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