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Claudio Mazza: Detesto le ingiustizie e sono sempre disposto ad aiutare i più deboli.

Sanremo: Dalle stelle alle stalle

Sanremo cosiddetta Città dei Fiori era rinomata per la coltivazione dei fiori. Esportava i suoi bei fiori in tutto il mondo. Da diversi anni le imprese del settore sono in grave crisi. Gran parte dei loro terreni sono incolti e molte serre sono chiuse. La concorrenza straniera ha messo in ginocchio la floricoltura sanremese. Per commemorare la sua vocazione floricola, Sanremo ogni anno organizza il Corso Fiorito. Nell’itinerario prestabilito, sfilano i Carri Fioriti. Partecipano a questo evento i 12 comuni della provincia di Imperia. Ogni comune, adorna il proprio carro con i fiori, predisposti in modo tale da rappresentare un tema. Sanremo è pure rinomata per il Festival della canzone italiana, ospita l’arrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo, organizza il campionato italiano di rally automobilistico. Oltre il vecchio porto vicino all’antica prigione di Santa Tecla, Sanremo dispone di un grande approdo turistico e, infine, il Casinò di Sanremo, uno dei quattro presenti in Italia. In una bella città come Sanremo, che a me piace molto, non si dovrebbe vedere certe cose. Ve le mostrerò proponendovi di guardare il video in basso.

 

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Comune di Taggia: I reperti archeologici non interessano

L’anno scorso nel mese di gennaio, durante i lavori per la riqualificazione della passeggiata a mare di Arma di Taggia, furono eseguiti degli scavi per la posa dei sottoservizi, nel tratto compreso tra il Ristorante Punta Mare e i Bagni Annunziata. Nel corso dei lavori era stato ritrovato un muro, sotto la sede stradale, lungo una ventina di metri circa, alto un metro e largo altrettanto. L’antico manufatto poteva risalire fra il ‘500 e il ‘700. Il funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Liguria, dopo aver fatto un sopralluogo e visto la muratura aveva dichiarato: “Quest’opera è documentata dalla cartografia del Vinzoni. Un muro di protezione dai marosi degli edifici retrostanti che, forse, aveva anche funzioni di difesa. Abbiamo trovato una catena di ferro infilata nella muratura. Può darsi avesse funzioni di approdo. Era sicuramente già esistente nel Settecento”, si legge nell’articolo pubblicato su la Stampa il 25 gennaio 2013 titolato “Dagli scavi spunta un antico muro”.  L’articolo proseguiva con altre dichiarazioni del funzionario della Soprintendenza: “Abbiamo concordato di procedere a due saggi di scavo per arrivare alla datazione. Si tratta di una struttura di interesse culturale che fino all’Ottocento, e forse fino a inizio Novecento, è stata fuori terra e poi demolita”. Il Comune esporrà un pannello per indicare al pubblico l’antica muratura, si leggeva su La Stampa. 

 

Il 24 gennaio 2013 Il Secolo XIX pubblicava un articolo titolato “Affiora bastione del ‘600 stop ai lavori sul lungomare”. L’articolo recitava: “Il territorio del Comune di Taggia non è nuovo a scoperte archeologiche e ritrovamenti di valore durante gli scavi. Nel 2008 nel corso della realizzazione del tratto armese dell’Aurelia Bis venne portata alla luce un’importante porzione di strada acciottolata post-medievale, perfettamente conservata sotto l’attuale via San Francesco, nei pressi della sede comunale”. 

 

Dopo aver rinvenuto questi antichi manufatti di notevole interesse storico e archeologico, anziché ricoprirli di terra e stenderci sopra un manto bitumoso, non sarebbe stato meglio metterli in valore e farne un’attrazione turistica? Ricoprendoli, ad esempio, con robuste lastre di vetro antisfondamento come hanno fatto a Sanremo, per gli antichi vestigi ritrovati a fianco del Forte di Santa Tecla.

 

Cliccare sulla fotografia per ingrandirla

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Comune di Taggia: Premiato dalla Guida Blu per la qualità dell’ambiente

Domenica 22 giugno scorso il quotidiano online SanremoNews pubblicava un articolo titolato “Il Comune di Taggia conquista le Tre Vele della Guida Blu del 2014, unico in tutta la Liguria”. Sotto il titolo si leggeva: “Si tratta di una guida che fornisce informazioni interessanti su territori omogenei con vocazione turistica dando grande importanza alla qualità ed alla peculiarità dell’ambiente”.  

 

Sull’enciclopedia online Wikipedia si legge che la Guida Blu è una guida turistica realizzata da Legambiente e dal Touring Club Italiano, contiene una classifica delle località turistiche costiere. La Guida è finalizzata a valorizzare risorse storico-artistiche, naturalistiche e l’impegno delle amministrazioni sulla salvaguardia dell’ambiente. I comuni presenti nella guida, definiti “centri balneari” dal Touring Club Italiano, sono selezionati da parte dei Circoli locali di Legambiente. Per questi comuni sono raccolte informazioni sulla qualità dei servizi ricettivi e sulla qualità ambientale del territorio, i cui dati sono raccolti dal personale di Legambiente a bordo della Goletta Verde.  

 

Vi è un altro riconoscimento più prestigioso delle “Vele” è la “Bandiera Blu”, viene assegnata  dall’Organizzazione Internazionale denominata “Foundation for Environmental Education” (FEE), fondata nel 1981 con sede in Danimarca. La FEE opera a livello mondiale tramite le proprie organizzazioni ed è presente in più di 60 paesi nel mondo (Europa, Nord e Sud America, Africa, Asia e Oceania). La FEE Italia, costituita nel  1987, assegna la Bandiera Blu ai Comuni costieri che dispongono tutti i requisiti per ottenere la Bandiera Blu. Dal 2006 al Comune di Taggia non è più stato assegnato il prestigioso e ambito vessillo. 

 

La notizia dell’assegnazione delle Tre Vele al Comune di Taggia fu pure pubblicata sul settimanale La Riviera nella sua edizione del 19 giugno scorso. L’articolo titolato “Ad Arma le 3 Vele di Legambiente, 2 a Riva e S. Stefano”, recita: “Ad Arma, zona La Fortezza, sono state assegnate ben 3 Vele. E’ l’unico Comune della provincia di Imperia con 3 Vele. Tra i criteri di assegnazione lo stato di conservazione del territorio, la qualità dell’accoglienza turistica, la pulizia delle spiagge, …”. La zona La Fortezza si trova all’estremità del lungomare di Arma di Taggia, a ponente. La Darsena si trova all’estremità opposta, a levante, dove oltre il porticciolo troviamo il Circolo Nautico, la Scuola di Vela e la Capitaneria di Porto.

 

L’anno scorso, il 16/04/2013, il quotidiano online Sanremonews pubblicava un articolo relativo al progetto del Circolo Legambiente della Valle Argentina in collaborazione con il Comune di Taggia, per allestire una spiaggia attrezzata per cani nella zona Darsena. Per leggere l'articolo molto interessante cliccare qui. Il video in basso è stato realizzato giovedì 3 luglio scorso, l’audio è leggermente disturbato dal forte vento che soffiava quel giorno.

    

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Taggia: Sciopero in vista dei dipendenti comunali

Martedì 24 giugno scorso nel Palazzo Comunale a Taggia si è svolta una riunione dove hanno partecipato una cinquantina di persone tra dipendenti e segretari provinciali dei sindacati Uil Fpl, Cgil Fp, Cisl Fp e Diccap. I sindacati contestano al sindaco Vincenzo Genduso e alla Giunta il mancato coinvolgimento e la concertazione con le organizzazioni sindacali. “Ci vuole il confronto, la concertazione – afferma Milena Speranza della Uil Fpl –, in questi anni non è stato possibile. Vorremmo parlarne, invece pare che l’intenzione dell’amministrazione sia quella di andare avanti comunque. Sembra ci sia una posizione organizzativa nuova, che non condividiamo”.  

 

Le affermazioni della segretaria provinciale della Uil Fpl sono trascritte sul quotidiano Il Secolo XIX nell’articolo pubblicato mercoledì scorso titolato “Organico, sindacati sul piede di guerra”. L’articolo recita: “Tutto nasce dall’ultima delibera in materia di personale da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Genduso, tema sul quale i sindacati chiedono di essere ascoltati”. Silvano Autellitano della Cisl Fp ha evidenziato altre emergenze che coinvolgono il personale comunale: “La squadra operai è in condizioni disastrose, ci sono problemi di organico anche per la polizia municipale”. Elena Fontana della Cgil Fp fa notare che la questione non è recente: “Sono anni che portiamo problemi e non abbiamo ricevuto risposte, la parte politica non si è voluta confrontare”. Il Decimonono scrive: “Se nulla dovesse mutare il personale dipendente ha stabilito la prima forma di protesta, come confermato sul documento approvato, nel quale si dà mandato alle organizzazioni sindacali e alle Rsu aziendali di dichiarare la sospensione da lunedì 7 luglio di ogni attività lavorativa in contrasto con le norme contrattuali quali il lavoro straordinario e i servizi di pronta reperibilità”. Già nel 2011 la Uil Fpl dichiarava lo stato di agitazione e una giornata di sciopero della Polizia Municipale di Taggia, per protesta contro la mancata concertazione prevista dal contratto di lavoro negata dal sindaco Vincenzo Genduso.

 

Per il famoso PUC (Piano urbanistico comunale) tanto proclamato dal 2009 e dopo cinque anni non ancora approvato, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Genduso aveva coinvolto attraverso incontri pubblici i cittadini, i rappresentanti delle varie associazioni e categorie. Lo stesso coinvolgimento del pubblico e degli altri soggetti, voluto dall’amministrazione Genduso, fu dedicato per la spazzatura, o più elegantemente chiamiata  raccolta differenziata porta a porta. Le attuali proteste mosse dai sindacati nei confronti dell’amministrazione comunale di Taggia, dimostrano quanto possono essere incoerenti i politici nel loro modus operandi, i loro comportamenti sono in funzione delle circostanze e con chi hanno a che fare. Con la cittadinanza, che li da i voti, i politici coinvolgono i cittadini per darli importanza e poi gli amministratori fanno ciò che li pare. Con i loro dipendenti (e sindacati) nessun coinvolgimento. Il padrone comanda e fa ciò che li pare e piace. Questa politica dimostra poca lungimiranza da chi la pratica, per il semplice fatto che anche i dipendenti comunali e i loro familiari vanno a votare e questi elettori non hanno la memoria corta. A bon entendeur salut!

 
Comunicato stampa della Uil Fpl del 08/07/2011 cliccare qui. Video in basso, per gli stessi rischi professionali diversi trattamenti

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Taggia: Misteri del Puc, preferenza allo sport anziché all’alberghiero

Il 27 e 28 maggio 2007 si svolgevano a Taggia le elezioni comunali. Fu eletto sindaco Vincenzo Genduso e riconfermato nel 2012. Due anni dopo il suo primo insediamento il quotidiano Il Secolo XIX nella sua edizione del 30 ottobre 2009 scriveva: “L’obiettivo del sindaco Genduso: Tra un anno Taggia avrà il Puc“. L’articolo iniziava recitando: “Il Piano Urbanistico Comunale nascerà entro un anno attraverso il coinvolgimento dei cittadini. E’ la grande novità proposta dall’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Genduso, che ascolterà i rappresentanti delle varie associazioni e categorie, ma anche la cittadinanza, attraverso tre incontri pubblici. Si tratta di un evento molto importante, visto che il Piano Regolatore di Taggia risale al 1985”. La redazione del progetto preliminare e definitivo del Puc era stata affidata alla Cooperativa Architetti e Ingegneri “Caire” di Reggio Emilia, il cui costo era di circa 175 mila euro, come scriveva il giornale. Per presentare il Puc furono organizzati nel 2009 tre incontri pubblici che si svolsero il 19 novembre in Villa Boselli nella frazione di Arma di Taggia, il 25 novembre nella sala polivalente del Comune, per la frazione delle Levà, e il 1° dicembre nel Palazzo Lercari a Taggia. L’assessore all’urbanistica Mario Manni precisava: “Oltre agli incontri è previsto un ufficio del Puc, che si occuperà di interagire con i cittadini – si leggeva sul Decimonono –. Verrà pure predisposto anche un sito internet del Puc, sono tutti strumenti necessari per un “prodotto” largamente condiviso”. Per il Puc era stato pure creato un logo, rappresentando i simboli di Taggia: la Fortezza, il Convento dei Domenicani e il ponte romanico.       

 

Quattro mesi prima che venisse annunciata al pubblico la redazione e stesura del Piano Urbanistico Comunale, il sindaco Genduso l’8 luglio 2009 emetteva un’ordinanza e faceva chiudere al pubblico le Scuole Elementari Papa Giovanni. L’edificio che le ospitava fu dichiarato inagibile e a rischio crolli. La scolaresca  composta da 250 bambini fu trasferita presso le Scuole Medie Pastonchi, nel centro di Arma di Taggia, mentre le otto classi composte da 257 studenti della sezione staccata dell’Istituto Alberghiero Ruffini-Aicardi vennero sfrattate dalla Scuola Media Pastonchi e trasferite presso la Scuola Materna Giuseppe Mazzini nella frazione di Levà.

 

La sede dell’Istituto Professionale Alberghiero Ruffini-Aicardi si trova sul lungomare di Arma di Taggia, non potendo ospitare tutti gli alunni, l’Istituto dispone di sezioni staccate dislocate su Arma di Taggia e nella frazione di Levà. Sul Secolo XIX del 18 giugno scorso si leggeva “Emergenza spazi all’Alberghiero di Arma di Taggia”. L’articolo titolato “Ruffini senza aule rischio sorteggio per i nuovi iscritti” recita: “Questa volta infatti non sembrano esserci scappatoie, tutti gli spazi possibili sul territorio comunale sono stati riempiti e l’istituto è già suddiviso in quattro sedi: quella principale sul lungomare (con una dozzina di aule), in via Levà (otto aule), nelle ex Caserme Revelli (tre aule) e nella Villa Maria Ausiliatrice (due aule). Il Secolo XIX riassume l’odissea dell’Alberghiero iniziando dall’arrivo di Guido Calvi alla presidenza dell’Istituto Ruffini-Aicardi e scrive: “In questi anni Guido Calvi ne ha viste di tutti i colori, già al suo ingresso si era verificata l’emergenza a seguito dell’ordinanza del sindaco di inagibilità delle scuole elementari di via Papa Giovanni. Non è finita lì, i problemi sono proseguiti, due anni fa si è rischiato una prima volta di dover ricorrere a un sorteggio, alla fine si era riusciti a mettere una pezza con le aule accanto alla ragioneria nelle ex Caserme Revelli. La scuola ha contattato già da tempo provincia di Imperia, il Provveditorato agli Studi e il Comune di Taggia, ma finora senza esito”. Molto probabilmente a questi Enti non interessa l’Istituto Alberghiero Ruffini-Aicardi, l’unico in provincia di Imperia (cosiddetta Riviera dei Fiori) che assicura ai giovani la formazione per diventare cuochi, barman camerieri e imprenditori nel settore alberghiero che va di pari passo col turismo. E' alquanto singolare che in una provincia che pretende essere a vocazione turistica, non abbia interesse allo sviluppo della scuola alberghiera e che gli Enti competenti si siano adoperati a creare il Liceo dello Sport nelle ex Caserme Revelli - accanto alla sezione staccata dell'alberghiero - anziché destinare le nuove aule all'Istituto Alberghiero che ne ha urgentemente bisogno.  Se gli  Enti coinvolti avessero  avuto a cuore l'insegnamento, si sarebbero adoperati a fare consolidare le scuole elementari Papa Giovanni, il cui edificio è chiuso e abbandonato da cinque anni. Molto probabilmente nel cassetto c'è un altro progetto per quel terreno (un bel palazzo con tanti appartamenti e box interrati) ed è per questo motivo che non viene consolidato l'edificio scolastico in via Papa Giovanni.  Intanto sono stati spesi i soldi dei contribuenti, 175 mila euro per il Puc  più il costo del logo e del famoso Piano Urbanistico Comunale non si sente più parlare. Quanto accade nel Comune di Taggia non deve scandalizzarci, ciò avviene in tutto il Belpaese. Per questo che l'Italia non progredisce e che l'ambizione dei giovani è di andarsene all'estero. Fanno bene, come tutti gli imprenditori che fanno la stessa cosa.

 

Pubblico di seguito i due articoli apparsi su Il Secolo XIX nei giorni 30/10/2009 e 23/04/2011 relativi al Puc, come pure uno stralcio del pieghevole per la campagna elettorale 2007 citando la realizzazione del Puc. Fino a venerdì scorso su YouTube si poteva visionare il video della conferenza stampa quando  il sindaco Genduso presentava il Piano Urbanistico Comunale. Da ieri, questo video non appare più su YouTube, come lo dimostrano le fotografie in basso.

  Il Secolo XIX 30/10/2009 cliccare qui – edizione 23/04/2011 cliccare qui – Pieghevole campagna elettorale cliccare qui 

 

Foto in alto: Da questa mattina, su YouTube, non appare più il rettangolo con la dicitura "Questo canale è stato chiuso e non è più disponibile".

Foto in basso: Da questa mattina, su YouTube, quando si digita "Taggia il puc" non appare più la dicitura anzidetta e neanche il video titolato "E' ancora tempo, Vincenzo Genduso sindaco a Taggia", che era posizionato sopra i tre video ripresi nella fotografia in basso.  

 

 

Foto in basso: Sul sito del Comune di Taggia appare la pagina dedicata al PUC. Il rettangolo nero dovrebbe essere la sagoma del video rimosso. Se il PUC fosse stato approvato e attuato come era stato promesso alla cittadinanza, il video non sarebbe stato rimosso da YouTube.

 

 

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Palazzo Spinola: Riqualificazione alle calende greche

Il 21 luglio 2013 pubblicavo un post nel quale scrivevo che il 1° maggio 2013 sul quotidiano Il Secolo XIX era apparso un articolo titolato “Recupero di Palazzo Spinola, via ai lavori dopo mezzo secolo”. L’articolo iniziava recitando: “Nei prossimi giorni a Taggia finalmente inizieranno i lavori di riqualificazione di Palazzo Spinola. Uno dei palazzi più prestigiosi di Taggia da diversi anni era in una situazione di degrado, tanto che ormai da parecchio tempo sopra il marciapiede di via Mameli erano state sistemate delle impalcature. Molti pensavano che si trattasse dell’avvio dei lavori, ma in realtà l’edificio versa attualmente in una situazione talmente disastrata e pericolante che i ponteggi erano stati sistemati per tutelare la sicurezza dei passanti e rimediare ad eventuali e improvvisi crolli dal tetto o dalle pareti”.

 

Sul giornale si leggeva che la riqualificazione di Palazzo Spinola consentirà l’intera sistemazione dell’area circostante. “Costituirà presto un importante biglietto da visita per Taggia”, dichiarava il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Mario Manni. Nel post datato 21/07/2013 facevo notare che erano passati tre mesi, circa, dalla pubblicazione dell’articolo sul Decimonono e i lavori di riqualificazione di Palazzo Spinola non erano ancora iniziati; che lo stato in cui versava questo imponente e prestigioso edificio storico rappresentava un pessimo biglietto da visita per Taggia.

 

Tre giorni dopo la pubblicazione del mio post, il quotidiano Il Secolo XIX nella sua edizione del 24 luglio 2013 scriveva “Non decolla il cantiere di Taggia”. L’articolo era titolato “I lavori a Palazzo Spinola slittati alla fine dell’estate”. Sul giornale si leggeva che entro fine settembre (2013 ndr) i lavori avrebbero dovuto iniziare con i carotaggi per verificare la stabilità del palazzo e successivamente con una bonifica del sottostante rio Santa Lucia. Una volta ristrutturato questo prestigioso e antico palazzo doveva essere destinato ad uso socio sanitario assistenziale. L’articolo recitava: “La riqualificazione di Palazzo Spinola consentirà l’intera sistemazione dell’area circostante. A titolo gratuito l’amministrazione comunale otterrà l’acquisizione della piazza del parcheggio dai due soggetti attuatori. Nella zona verrà realizzato anche un parco giochi, che andrà a rimpiazzare quello di via Lungo Argentina”. L’articolo terminava citando l’intervento del vice sindaco nonché assessore all’urbanistica Mario Manni, che aveva voluto sottolineare che il compito dell'amministrazione comunale si era concluso affermando: “Con il rilascio del titolo edilizio, ora tocca alle due cooperative iniziare i lavori, ma hanno tempo un anno dallo scorso 2 aprile. Purtroppo noto che in certi blog si può scrivere quello che si vuole, noi siamo disponibili a dare risposte ai cittadini, ma non solo c’è chi non chiede, il dramma è quando si predica”.

 

Il tempo di cui disponevano le due cooperative per iniziare i lavori è scaduto il 3 aprile 2014, di conseguenza il titolo edilizio rilasciato dal Comune è decaduto. Molto probabilmente il progetto è andato in fumo dato che l’opera da intraprendere è molto importante vista la mole e la vetustà del Palazzo.

 

Altri progetti andati in fumo nel Comune di Taggia sono: La realizzazione della Biblioteca Comunale nell’ex scalo merci ristrutturato e lasciato all'abbandono, come risulta tutt'oggi; la ristrutturazione dei Bastioni e del Castello di Taggia del XII secolo, di cui rimangono solo vestigi; persino la spiaggia per cani che se ne parlava dal 2011 non è stata ancora realizzata, nonostante vi sia un vasto arenile libero vicino la Darsena di Arma di Taggia; la riqualificazione della vasta area che ospita le ex Caserme Revelli in zona Levà, ove doveva sorgere il “campus scolastico-sportivo” di cui avrebbe fruito tutta la provincia di Imperia. Per conoscere i particolari del famoso progetto cliccare qui. Propongo ai lettori di visionare il video in basso realizzato il 21 ottobre 2011.

 

 

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Parco avventura: L’investimento sbagliato fatto dagli amministratori

Arma di Taggia. Era il 5 dicembre 2009 quando inauguravano il Parco Avventura, attrezzato con strutture acrobatiche: ponti tibetani, carrucole, passerelle realizzate con corde fissate agli alberi, scale in legno che permettevano agli utenti di arrampicarsi sugli alberi e passare da una pianta all’altra. Il parco è situato nel centro di Arma, a ridosso della pista ciclabile realizzata e gestita dalla società Area 24. Il parco è costituito da due strutture. Una sulla centrale via Blengino, si estende dall’ex passaggio a livello fino all’edicola (foto in alto). L’altra struttura, meno grande, si trova all’intersezione tra via Boselli e via Magellano.      

 

“Nel 2009 erano state rilevate duemila presenze in una ventina di giorni effettivi di apertura al pubblico”, scriveva La Stampa nella sua edizione del 27 maggio 2010. Sul giornale si leggeva che il parco avventura  aveva avuto gran successo nel periodo natalizio e che avrebbe riaperto il 6 giugno. Al dire degli organizzatori era il più grande realizzato in Italia, nei centri urbani. Il delegato allo sport del Comune di Taggia, all’epoca, dichiarava a La Stampa: “Credo che porterà flussi importanti per il Comune. In Liguria il più vicino parco avventura è a Rapallo e in Costa Azzurra nell’entroterra di Nizza. Contiamo di avere dieci mila utenti l’anno. Ringraziamo l’Associazione “Divertieventi” che curerà la gestione e di aver creduto nella potenzialità della nostra città”. L’euforia durò ben poco, perché un anno dopo la Presidente dell’Associazione “Divertieventi” comunicava al Comune che non era più in condizioni di assicurare l’apertura del parco a causa di nuovi impegni lavorativi.

 

Nella seduta della Giunta Comunale di Taggia tenutasi il 29/12/2011 veniva discussa all’ordine del giorno l’acquisizione delle strutture del parco avventura. Il responsabile del Servizio Patrimonio del Comune esprimeva parere contrario, considerato che: 1) l’area ove insiste il parco non è di proprietà comunale bensì di Area 24 Spa, quindi occorreva prevedere un canone; 2) non veniva fatto cenno alle spese da sostenere per le utenze ed eventuali collaudi; 3) il rapporto costi/benefici era negativo. Nonostante il parere negativo del tecnico, la Giunta Comunale di Taggia deliberò di acquistare le strutture che costituiscono il Parco Avventura.  La ditta proprietaria delle attrezzature le aveva concesse in locazione all’Associazione “Divertieventi” di Castellaro e le ha cedute al Comune di Taggia per la somma di 15 mila euro IVA esclusa. Da allora sono passati tre anni e il parco avventura, nel centro di Arma di Taggia, non ha più aperto al pubblico ed è rimasto abbandonato, conferendo alla città un pessimo biglietto da visita. 

 

Il 31 maggio scorso il quotidiano La Stampa ha pubblicato un articolo titolato “Arma di Taggia, il parco avventura dimezzato e ora si cerca un gestore”. Sul giornale si legge: “Parco avventura dimezzato nella nuova assegnazione prevista dall’amministrazione comunale di Taggia. Dopo tre anni il parco potrà essere riaperto. Sempre che qualche privato lo ritenga “appetibile”. Ora si è finalmente deciso di individuare un gestore che si faccia carico di tutti gli adempimenti necessari per rimetterlo in funzione ma limitatamente all’area di via Magellano. Non disponibile, invece, la parte di via Blengino”.

 

Molto probabilmente l’amministrazione comunale si sarà resa conto che è inconcepibile collocare una struttura acrobatica che sovrasta un marciapiede – ove transitano pedoni – e alla bordura dello stesso parcheggiano autovetture, come si vede nella foto in alto. Una cosa è certa, nel caso non venisse più utilizzata la struttura in via Blengino, per incompatibilità ambientale, dovrà essere rimossa, in quanto la sua presenza potrebbe costituire un pericolo per la pubblica incolumità. La struttura di via Blengino è più estesa di quella di via Magellano, nel caso non venisse più utilizzata potremmo dire che la metà di quell’investimento (otto mila euro circa) fatto dall’amministrazione comunale, con i soldi dei contribuenti, è stato uno sperpero alla faccia della crisi e del buon senso.

 

Nella galleria fotografica, in basso, si può vedere lo stato in cui versa la struttura abbandonata in via Magellano. Le reti di protezione (per gli utenti) sono stracolme di foglie secche e danno un'immagine di una città trascurata.  

 

Cliccare sulla fotografia per ingrandirla

 

 

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Belpaese: Quanto è complicato aprire una spiaggia per cani

Arma di Taggia – Riviera dei Fiori. Dal 2011 dicono che dedicheranno una spiaggia per cani però non si realizza. Un articolo pubblicato su Libero.it, il 16 aprile 2013, recitava che la spiaggia per cani avrebbe potuto aprire entro metà estate (dell’anno scorso) nell’area della Darsena. L’iniziativa Bau Bau del Circolo Legambiente della Valle Argentina in collaborazione con il Comune di Taggia fu lanciata nel 2011. “Ma solo ora, dopo le approvazioni dei vari Enti preposti – si leggeva su Libero nel 2013 – il progetto è entrato nella fase realizzativa”. Il quotidiano online scriveva che a metà marzo (dell’anno scorso) era stata definita dal Demanio Marittimo la parte di arenile che, grazie anche alla disponibilità della Capitaneria di Porto, verrà dedicata alla spiaggia per cani. 

 

Due mesi dopo l’articolo pubblicato su Libero.it appariva un'altra notizia sul quotidiano Il Secolo XIX, in data 20 giugno 2013, titolata “Taggia. Via libera alla spiaggia attrezzata per cani”. Nel trafiletto si leggeva che il Comune di Taggia ha dato il suo benestare definitivo alla spiaggia per cani all’altezza della Darsena, però prima dell’apertura occorrono altri pareri, autorizzazioni e nulla osta da parte di autorità civili e militari. Sono passati tre anni e la spiaggia per cani non è stata ancora realizzata. L’arenile si presenta come lo vediamo nella fotografia in alto, scattata venerdì scorso. Sono sicuro che se in quell’area avessero dovuto fare un approdo turistico le autorizzazioni sarebbero già state rilasciate. Poi magari l’opera sarebbe rimasta incompiuta come tante altre. 

 

 

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La riforma della Giustizia dove ci porterà ?

 

In Italia dove la corruzione dilaga e il Belpaese è classificato alla stregua di alcuni paesi africani, anziché “sanarlo” e varare leggi più severe, le normative vengono ammorbidite, i tempi di prescrizione vengono raccorciati e, per ultimo, la chiusura dei piccoli tribunali periferici non ha fatto altro che peggiorare la situazione in cui versa la Giustizia in Italia. Così facendo si permette ai delinquenti di farla franca, ai danni degli onesti cittadini che non riescono a far valere i loro diritti e ottenere risarcimento per il danno subito. 

 

Con la legge 67 del 28 aprile 2014 è stato stabilito che tutti gli imputati per reati che prevedono fino a quattro anni di carcere potranno chiedere la sospensione del processo e di essere presi in carico dai servizi sociali. Potranno fruire di questa “clemenza” pure gli imputati di reati tributari e societari: il falso in bilancio, la corruzione tra privati e la bancarotta semplice. Per questi signori, anziché il processo e la prigione, avranno la possibilità di cavarsela alla stregua della delinquenza minorile.

 

Nella sua edizione del 19 maggio scorso il quotidiano Il Secolo XIX ha pubblicato un articolo in prima pagina titolato “Giustizia, la rivoluzione della messa in prova”, i lavori di pubblica utilità estingueranno un reato su tre, a beneficiarne saranno soprattutto i colletti bianchi. Sul giornale si legge: “si potranno compiere lavori di pubblica utilità per un periodo non inferiore ai dieci giorni. E se il percorso riabilitativo secondo il giudice, sarà andato a buon fine, ecco che il medesimo reato sarà estinto, quindi mai inserito nella fedina penale”. 

 

La riforma della Giustizia non finisce qua. In un momento dove l’Italia è presa d’assalto dai disperati – tra i poveracci vi sono pure delinquenti – che fuggono dai loro paesi a bordo di barconi di fortuna e sovente ci lasciano la pelle, il legislatore ha abolito il reato di immigrazione clandestina. Per leggere l’articolo pubblicato su Panorama.IT e le critiche sollevate contro questa riforma da diversi esponenti politici, tra cui Matteo Salvini,  cliccare qui. Cosa ne pensa la Commissione europea dell'Italia, cliccare qui

 

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Arma di Taggia: I parcheggi della vergogna

Il 24 dicembre 2013, cinque mesi fa, il quotidiano Il Secolo XIX pubblicava un articolo titolato “Arma di Taggia, rimesso a nuovo il parcheggio all’ex passaggio a livello”. L’articolo iniziava recitando: “E’ stato finalmente rimesso in condizioni dignitose il parcheggio sterrato gratuito nei pressi dell’ex passaggio a livello di Arma di Taggia. Ieri mattina sono infatti iniziati i lavori di livellamento e di sistemazione del ghiaino. Era un’opera molto attesa, visto che dopo l’acquazzone di cinque giorni fa il parcheggio, con quasi cinquanta posti auto, si è trasformato in un autentico acquitrino”. Sul giornale si leggeva che molti automobilisti avevano rinunciato di posteggiare la propria autovettura nel parcheggio, dato che nei “posti liberi” le pozzanghere erano  talmente profonde che  rischiavano di danneggiare irrimediabilmente la propria autovettura. 

 

Il parcheggio in questione è ubicato nel centro di Arma, tra l’ex passaggio a livello e il parcheggio interrato su due livelli, davanti la stazione dismessa di Arma di Taggia. I lavori per l'opera interrata sono interrotti dal 10 agosto 2010 causa del fallimento della Millenium Sviluppo Immobiliare alla quale Area 24 Spa aveva assegnato l’appalto per realizzare il parcheggio. L’opera incompiuta interrata ha lasciato un "buco" da 6,4 milioni di euro, inoltre, ha impedito la realizzazione della pista ciclopedonale sul solettone del parcheggio e il collegamento con la confinante cittadina di Riva Ligure. Tale interruzione obbligava i ciclisti, una volta giunti all’ex passaggio a livello, di uscire dalla pista ciclabile ed immettersi sulla pubblica via per poi raggiungere la ciclabile all'altezza di via Sant’Erasmo.

 

Per ovviare a tale disagio e per l’incolumità dei ciclisti fu realizzato un bypass che ha permesso agli utenti di poter proseguire la passeggiata in bicicletta senza dover immettersi sulla pubblica via. Tale raccordo e il parcheggio sterrato a cielo aperto furono realizzati all’interno dell’area di cantiere. Il bypass e il parcheggio furono inaugurati il 13 agosto 2011 in mattinata. All’epoca l’attuale sindaco di Taggia, Vincenzo Genduso, ricopriva pure la carica di vice-presidente di Area 24 Spa. All’inaugurazione parteciparono i membri del Cda di Area 24, la società  mista a maggioranza pubblica che ha realizzato e gestisce la pista ciclopedonale, nel tratto compreso da San Lorenzo al Mare a Ospedaletti, dove fino al 25 settembre 2001 transitavano i treni della linea Genova-Ventimiglia.

 

Il parcheggio sterrato doveva essere provvisorio, lo aveva detto il sindaco di Taggia e il presidente di Area 24 il giorno dell’inaugurazione del bypass, durante la conferenza stampa svoltasi subito dopo la biciclettata inaugurale lungo il tratto del bypass. Quel giorno il sindaco di Taggia era in tenuta da ciclista però non gli mancava il tricolore sul petto.

 

Tra poco faranno tre anni che il parcheggio sterrato è stato inaugurato e il “provvisorio” rischia di durare ancora per molto tempo. Oltre le pozzanghere che si creano in questa area sterrata quando piove, si verifica un altro problema soprattutto in estate. L’andirivieni di autovetture nel parcheggio solleva molta polvere. Gli automobilisti quando recuperano la propria automobile la ritrovano con una bella coltre di polvere.

 

E’ una vergogna vedere tutt’oggi un’opera mastodontica incompiuta. Un cantiere in centro città fermo da quattro anni e un parcheggio sterrato nel centro di Arma di Taggia. E’ un pessimo biglietto da visita che i pubblici amministratori porgono ai turisti. Almeno avessero l’iniziativa di fare ricoprire l’area sterrata con un manto bitumoso, per impedire il ripetersi dei disagi patiti dagli automobilisti e residenti che si verificheranno con i prossimi acquazzoni. Le intense e prolungate precipitazioni piovose allagano pure il parcheggio interrato incompiuto, attira  bisce d'acqua, zanzare e rane che con le loro punture, le une, e il loro gracidare, le altre, procurano sgradevoli disagi alla popolazione. Vi propongo di visionare il video in basso.

 

 

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